contatti
portfolio
network
risorse utili


H2O Consulting Srl
Viale Inghilterra, sn
65016 Montesilvano Marina (PE)
Italy
P.IVA: 01802510683

Tel. +39 085 9431872
Fax. +39 085 9432725

Scriveteci

Company Profile

CSS Valido!


 

Blog H2O Consulting

venerdì 24 luglio 2009

Le prime anticipazioni dall’Assintel Report 2009
Nessuno sta aiutando l’industry IT italiana, ma il peggio deve ancora venire: da luglio fino almeno a novembre si attende la fase acuta della ricaduta della riduzione dei budget IT, e gli operatori vedranno spiragli migliori solo dall’inizio del nuovo anno. E’ questo il primo elemento che sta emergendo dall’Assintel Report, le cui anticipazioni sono state presentate da Nextvalue durante l’Assintel Business Cocktail di giovedì 9 luglio, un incontro che l’associazione nazionale delle imprese ICT ha dedicato agli Operatori del settore per fare il punto della situazione, confrontarsi sugli scenari possibili e rafforzare il network associativo. Dopo il positivo +2% dello scorso anno, la situazione del mercato IT a metà 2009 registra una flessione del -3,7%, con un tracollo dei
Servizi IT (-4,6%) e di Hardware e assistenza tecnica (- 4,9%), e una sostanziale tenuta del Software (+0,6%). Torniamo quasi ai livelli del 2006, appena sopra i 21 miliardi di euro, vanificando quasi due anni di crescita cha avevano fatto ben sperare per l’IT nel nostro Paese.
Ma il vero nodo su cui riflettere è un altro: il congelamento della spesa IT delle aziende utenti è il sintomo di un semplice rinvio, o piuttosto di una vera e propria caduta della domanda?
Questo è l’alert che lancia Assintel: nella seconda parte dell’anno si aprirà una finestra di sei mesi particolarmente critica per le aziende IT, in cui - se anche vi fosse una lieve ripresa degli ordini a livello generale – le ripercussioni sugli ordini IT necessariamente subiranno uno slittamento a valle.
La situazione è molto variegata, e dipende sia dai propri mercati verticali di riferimento, sia dalla dimensione aziendale. Se i grandi player si stanno riorganizzando verso una razionalizzazione delle risorse e un consolidamento, per le piccole aziende le criticità da affrontare aumentano: soffrono sul fronte delle banche e del credito, soffrono della mancanza di rendite di posizione, soffrono per un mercato delle tariffe professionali sottocosto e senza più marginalità.
“A prescindere dalla misure di controllo del proprio cashflow, che tutti gli Operatori hanno abbondantemente già preso – ha sottolineato Alfredo Gatti, managing partner di Nextvalue,la società che cura il Report – ciascuno dovrà impegnarsi per impostare una precisa linea difensiva, secondo lo stadio di sviluppo raggiunto. Per alcuni significherà difendere le proprie rendite di posizione, per altri avviare percorsi di revisione di processi e di organizzazione. Tutti, comunque, pronti a riprendere il percorso interrotto: non fare nulla è la cosa più pericolosa. L’auspicio è che
vengano introdotte misure che consentano all’industry IT italiana di fare finalmente sistema”.
“Risulta allora fondamentale il supporto del sistema associativo – ha affermato Giorgio Rapari, Presidente di Assintel - che può intervenire con progettualità mirate per sostenere il mercato, a livello dei Confidi per un accesso al credito facilitato, a livello di network per creare sinergie e opportunità, e infine sul piano della lobbying per porre al centro dell’agenda politica il sostegno dell’Innovazione, finora celebrata a parole ma esclusa persino dall’ultimo decreto anti-crisi”.
Nel campo del Software, i tagli maggiori si stanno realizzando soprattutto nel Software di sistema (-3,1%) e nei Gestionali (-3,9%), bilanciati da una crescita del Software di infrastruttura (+4%) e del Process & Content Management (+2,2%).
Note dolenti per il settore Servizi IT, in cui le maggiori flessioni sono nei Servizi di sviluppo e manutenzione Software (-6,6%), nello Sviluppo progetti di system integration (-5,9%) e nella Formazione (-5,5%).
La maggior parte delle Industry registra una flessione del giro d’affari, in particolare Industria e Banche, Commercio, Logistica e Trasporti, Pubblica Amministrazione Centrale, Assicurazioni, Tlc e Media, e persino il Consumer (che resta comunque positivo).
Sostanzialmente in tenuta o lieve flessione i mercati più piccoli della Sanità, della Pubblica amministrazione Locale, delle Utilities.
Quali le leve strategiche per affrontare la situazione?
A livello di tecnologie, si dovrà puntare principalmente sulla Virtualizzazione (66%), che riduce i costi e dà flessibilità, e su BPM e SOA (48%), mentre iniziano a guadagnare terreno il Cloud Computing (13%) e il SaaS (12%).
A livello di business, invece, il focus è centrato al proprio interno, verso una razionalizzazione dei processi, dell’organizzazione e dei costi.

Etichette: , ,

Nielsen Online: italiani sempre più assidui sui siti di news
Nielsen Online elabora e commenta i dati Audiweb del mese di maggio relativi ai siti di news, in particolare quelli di quotidiani, TG e canali news dei principali portali.
A maggio si rileva una lieve flessione della rete rispetto al mese di aprile: gli utenti medi giornalieri sono circa 10 milioni, il 5% in meno rispetto al mese di aprile. Lo stesso trend lo ritroviamo restringendo l’analisi alle news on-line, soprattutto perché il terremoto in Abruzzo del 6 aprile ha fatto registrare dei picchi di utenza in quel mese in quasi tutti i siti di notizie. Considerando che il mese di maggio non ha avuto fatti di cronaca equiparabili a quel drammatico evento, si può dire che l’utilizzo di questa tipologia di siti è stato intenso anche a maggio.
Stabili le prime tre posizioni della categoria: Repubblica.it rileva 930 mila utenti medi giornalieri, circa il 10% di tutti i navigatori attivi, e rimane sostanzialmente stabile rispetto al mese precedente. Ogni utente di Repubblica ha trascorso in media 6 minuti al giorno sul sito, visitando 13 pagine. Molti simili i consumi medi giornalieri su Corriere della Sera, che però rileva una lieve flessione rispetto ad aprile, attestandosi a circa 790 mila utenti giornalieri. Al terzo posto, stabile a 660 mila utenti, si conferma Libero News. Il tempo medio giornaliero più basso (meno di 5 minuti) e il numero di pagine viste più elevato (17 per persona), confermano una specificità di fruizione dei contenuti, dovuta a notizie più brevi e rapide da consultare.
Mediaset.it TgCom, con oltre 400 mila utenti medi giornalieri e alti consumi del sito, si posiziona alla spalle dei tre grandi. Rispetto al mese di aprile però cede il passo alla Gazzetta dello Sport, che come tutti i siti di informazione sportiva nel mese di maggio rileva un forte incremento,
per l’importanza degli eventi sportivi del mese: la fine del campionato italiano di calcio, le finali di Champions League e Coppa Uefa, il Giro d’Italia, l’inizio del Roland Garros oltre a notizie quali la rottura dei rapporti di Ancelotti con il Milan, l’esonero di Ranieri dalla Juventus e le prime voci di calciomercato. Nonostante il grande incremento di utenza, rimane stabile all’undicesimo posto il sito del Corriere dello Sport mentre guadagna una posizione quello del TuttoSport, che arriva a sfiorare i 100 mila utenti medi giornalieri.
Stabili al sesto e settimo posto ANSA e Il Sole 24 Ore, mentre Editrice La Stampa e Virgilio Notizie guadagnano entrambi una posizione ai danni di Yahoo! News, che scivola dall’ottava alla decima posizione.
Le prime evidenze sui dati Audiweb powered by Nielsen Online di giugno confermano il gradimento degli italiani per le notizie on-line, con ulteriori crescite rispetto ai dati di maggio per la maggior parte dei siti di news. Questo è da imputarsi sicuramente agli eventi del mese, dalle elezioni alla bufera scatenata dalle foto di Villa Certosa, ma è anche il segnale di un crescente apprezzamento per questa tipologia di informazione.
Le news in digitale hanno infatti il vantaggio decisivo rispetto agli altri mezzi dell’aggiornamento in tempo reale, la possibilità cioè di verificare assiduamente nel corso della giornata l’evolversi degli avvenimenti rispondendo in tal modo al bisogno immediato di informazione degli utenti, soprattutto in circostanze di forte coinvolgimento.

Etichette: , ,

giovedì 23 luglio 2009

Nielsen: la spesa pubblicitaria globale cala del -7,2% nel I° trimestre 2009Nielsen: la spesa pubblicitaria globale cala del -7,2% nel I° trimestre 20
La spesa pubblicitaria in televisione, stampa e radio ha registrato un calo del -7,2% nei primi tre mesi del 2009 rispetto allo stesso periodo del 2008.

Il rapporto Global AdView Pulse rivela che la crisi economica internazionale sta avendo un pesante impatto sul settore pubblicitario. I paesi europei subiscono il colpo più duro, in particolare la Spagna (-28,2%), l’Irlanda (-21,2%), l’Italia (-19,1%) e la Gran Bretagna (-14,7%).

Nel Nord America, gli Stati Uniti hanno perso il -12,7%. La diminuzione degli investimenti pubblicitari complessivi è stata frenata dall’area Asia Pacifico che ha registrato un calo del -2,3%. L’Indonesia registra un’importante crescita a seguito delle lezioni con un +19,1%, mentre la Cina ha mantenuto il trend positivo anche se ad un livello inferiore (+2,5%).

“Gli effetti della crisi finanziaria globale hanno raggiunto il settore dell’advertising in quest’ultimo trimestre, in particolare in Nord America e in Europa dove quasi tutti i paesi rilevati hanno registrato un andamento negativo - ha osservato il Direttore di Global AdView, Ben van der Werf - La Cina ha segnato un lieve incremento nel trimestre, il +2,5% a fronte del +17,1% registrato nel quarto trimestre del 2008”.
Il report di Nielsen mostra che l’advertising sui periodici registra il risultato peggiore, con un -17,4%, i quotidiani hanno avuto una perdita di -9,1%, mentre le diminuzioni di televisione e radio sono state più contenute, rispettivamente -4,7% e -2,5%.

L’analisi a livello geografico mostra che la stampa subisce il colpo più forte dalla crisi, calando ovunque, ma in particolare in Nord America dove nell’ultimo anno gli investimenti sui periodici sono diminuiti del -22,2% e quelli sui quotidiani del -15,6%. Mentre la spesa pubblicitaria in televisione è scesa sia in Europa (-8,6%) che nel Nord America (- 9,3%), la perdita complessiva è stata bilanciata da un lieve incremento nell’Asia Pacifico (+1,0%). La radio ha registrato una diminuzione in Nord America (-8,2%) ma è rimasta stabile in Europa (-0,1%) e lievemente in crescita nell’Asia Pacifico (+1,4%).
Riguardo ai settori, solo due sono riusciti ad evitare la flessione nel trimestre: distribuzione (+6,0%) e largo consumo (+0,2%). Automobili, finanza, abbigliamento e accessori, invece, segnano le maggiori perdite, rispettivamente del -19,9 %, -16,7 % e -15,7%.

Etichette: ,


 
   
Mappa del sito - Privacy - Copyright - Agenzia web Pescara - Teramo - Chieti - L'Aquila